La Voix humaine

Teatro Regio, Mercoledì 16 Maggio 2018 - Domenica 27 Maggio 2018

Presentazione

Foto di scena

Nel 1930 non esistevano i cellulari, non esistevano gli Iphone, né le migliaia di suonerie che siamo abituati ad ascoltare ogni giorno: il telefono era un apparecchio ingombrante, fisso, con il suo filo, la linea poteva cadere, c’erano le centraliniste. In quell’anno, la genialità di Jean Cocteau diede vita a una pièce teatrale che vedeva in scena una donna, sola, che dialogava al telefono con l’amante che l’aveva lasciata; il pubblico in sala sentiva solo lei, e non chi c’era dall’altro capo del filo. Una sfida teatrale vinta da Cocteau, con un testo che avvinghia lo spettatore fin dal primo minuto, pronto a parteggiare per lei sentendola raccontare bugie, confessare un tentativo di suicidio, pronunciare i suoi disperati “ti amo”. La pièce debuttò alla Comédie-Française nel 1930, con Berthe Bovy come protagonista. Nonostante fossero amici da anni, solo nel 1957 Francis Poulenc (il compositore francese che con Milhaud, Honegger, Auric, Durey e Tailleferre faceva parte del Gruppo dei Sei) decise di mettere in musica questo monologo teatrale. Il compositore francese aveva alle spalle già due opere, entrambe basate su testi “importanti”: Les Mamelles de Tirésias da Apollinaire e Dialogues des Carmélites da Bernanos. In entrambe le opere la protagonista era stata Denise Duval, che fu anche la prima interprete de La Voix humaine (il direttore parigino delle edizioni Ricordi, Hervé Dugardin, voleva Maria Callas, ma per Poulenc la Duval era l’“interprete ideale”). Il debutto avvenne il 6 febbraio 1959 all’Opéra-Comique di Parigi. Non ci sono arie, è una sorte di flusso continuo che passa dal “recitar cantando” al declamato, dove alla voce si alterna lo xilofono che riproduce il trillo del telefono. Queste le indicazioni di Poulenc per l’interpretazione musicale: «La parte – unica – della Voce umana deve essere interpretata da una donna giovane ed elegante. Non si tratta di una donna matura abbandonata dall’amante. – Spetta all’interprete stabilire le lunghezze effettive delle pause, assai importanti in questa partitura. Il direttore d’orchestra dovrà prendere le sue decisioni in merito, anticipatamente, assieme alla cantante. – Tutti i passaggi senza accompagnamento sono in un tempo assai libero, in funzione della messa in scena. Bisogna passare repentinamente dall’angoscia alla calma e viceversa. – L’intera composizione deve sprofondare nella più grande sensualità orchestrale».
Opera per grandi cantanti attrici, in Italia è stata interpretata da Magda Olivero, Virginia Zeani e Renata Scotto: al Regio la protagonista sarà Anna Caterina Antonacci. Al pubblico italiano la pièce di Cocteau è nota per la straordinaria interpretazione che ne diede Anna Magnani nel 1948 in un episodio del film Amore di Roberto Rossellini. Cocteau rimase particolarmente colpito dal lavoro di Poulenc e sottolineò: «Mio caro Francis, hai fissato una volta per tutte il modo di rendere i miei testi».

 

Locandina e date

Dati essenziali

Compositore: Francis Poulenc
Librettista: Francis Poulenc
Prima rappresentazione: 1959 Parigi, Théâtre national de l'Opéra-Comique

Allestimenti precedenti:

1969, 1979, 1999