La Voix humaine

Teatro Regio, Mercoledì 16 Maggio 2018 - Domenica 27 Maggio 2018

Argomento

Atto unico

La scena – uno spazio ridotto – rappresenta l’angolo di una stanza femminile; una stanza tetra, azzurrognola – a sinistra un letto sfatto, a destra una porta socchiusa su un bagno bianco molto illuminato.
Una donna giace a terra davanti al letto, indossa una lunga camicia, prende il cappotto e sta per uscire: in quel momento suona il telefono e lei si precipita a rispondere: ma è qualcuno che ha sbagliato numero. Il telefono squilla di nuovo e finalmente la donna (il cui nome non viene mai citato) sente la voce dell’uomo che ama e che l’ha lasciata per un’altra. Lei mente raccontando di essere stata a pranzo fuori con l’amica Marta e di essere appena rientrata, lui vuole che lei gli restituisca le sue lettere, lei finge di essere forte e tranquilla. Lui mente dicendo di essere a casa, così quando cade la linea e lei lo richiama scopre dal cameriere Giuseppe che lui in realtà non c’è. Alla successiva telefonata, la donna confessa di aver preso troppi sonniferi, ma di aver poi chiamato l’amica Marta che, arrivata con un medico, l’ha salvata. Tra interferenze e linee che cadono, la donna ricorda i momenti felici, finge di essere coraggiosa, lo prega almeno di non andare con la nuova amante nello stesso loro albergo a Marsiglia. La telefonata si conclude con un ripetuto: “Io ti amo, ti amo, ti amo, ti amo…” (il ricevitore cade in terra).