Salome

Teatro Regio, Giovedì 15 Febbraio 2018 - Domenica 25 Febbraio 2018

Argomento

Atto unico

Nella reggia di Erode, dalla terrazza attigua al salone del banchetto, Narraboth guarda ammirato il pallore della principessa Salome. Dalla cisterna dove è imprigionato Jochanaan, si ode la voce del prigioniero che annuncia l’arrivo del Messia. Salome lascia il banchetto infastidita da Erode, il marito di sua madre, che la fissa intensamente. La giovane principessa rimane colpita dalla voce di quel prigioniero che insulta sua madre Erodiade condannandone i peccati, e ordina che le guardie lo facciano uscire dalla cisterna. Nessuno le obbedisce. Solo Narraboth, affascinato, comanda che venga fatto uscire.
Salome è immediatamente conquistata da quell’uomo che è “come una statua d’avorio”. Jochanaan la respinge duramente (“Figlia di Sodoma!”), ma la principessa ha un solo desiderio: “Voglio baciarti la bocca”. Sentendosi tradito, sconvolto, Narraboth si uccide. Jochanaan, dopo aver maledetto Salome, ridiscende nella cisterna. Erode ed Erodiade escono sulla terrazza; Erodiade rimprovera il tetrarca perché guarda troppo la figlia.
Erode chiede a Salome di danzare per lui. La ragazza non ne ha voglia, ma lui insiste: “se lo farai, puoi chiedermi tutto quello che vuoi. E io te lo darò”. Salome, scalza, balla la danza dei sette veli e cade ai piedi di Erode. La sua ricompensa? “Voglio la testa di Jochanaan sopra un piatto d’argento”. Il tetrarca cerca invano di rifiutare, ma Salome gli ricorda il giuramento. Erode, sfinito, cede: “le sia dato ciò che pretende!”. Il braccio del boia si sporge fuori dalla cisterna e consegna la testa del Battista a Salome, che ripete a quella testa mozza il suo desiderio d’amore e gli bacia la bocca. Disgustato, Erode ordina alle guardie di ucciderla: i soldati si avventano su di lei e la schiacciano con gli scudi.